Dal 1990 Ravenna Festival si caratterizza per un programma artistico ad ampio raggio che include tutti i linguaggi performativi, dalla musica sinfonica a quella da camera, dall’opera al teatro, dalla danza al musical, dal jazz alla musica etnica. Ogni anno da maggio a luglio una città intera diventa palcoscenico per due mesi: dalle basiliche tempestate dall’oro di antichi mosaici agli eleganti teatri storici, chiostri, giardini, piazze e antichi palazzi ritrovati. Ma anche il porto e le sue archeologie industriali, le spiagge e la pineta dove sostò Dante Alighieri e ancora su fino alle dolci colline che si stagliano lontane all’orizzonte…

Luoghi straordinari – vale la pena ricordare che sono ben 8 i monumenti di Ravenna riconosciuti dall’UNESCO – e una vocazione multidisciplinare sono i tratti distintivi che rendono unico Ravenna Festival, che da oltre un quarto di secolo contribuisce a riscoprire il glorioso passato di una città crocevia di popoli e di culture e l’identità di antica capitale imperiale al centro del mondo. Adottando l’arte come proprio linguaggio, lungo itinerari tematici sempre nuovi, che portano a muoversi attraverso le espressioni e i generi più diversi, ogni anno la direzione artistica – Cristina Mazzavillani Muti, Franco Masotti, Angelo Nicastro – compone un ricco programma di eventi che ruotano attorno a un tema significativo dal punto di vista culturale e artistico.

Tanti i temi affrontati, attraversati, sviscerati: da quelli più distintamente musicologici dei primissimi anni (da “Salieri e la Scuola di Vienna” nell’ormai lontano 1990 a “Intorno a Rossini”, “Bellini e Wagner”, ecc.) a quelli più visionari che hanno proiettato Ravenna – sempre oggetto e soggetto al tempo stesso – in nuovi paesaggi dell’anima, tra mediterranei, orienti, apocalissi, visioni, deserti, pellegrinaggi… tra popolare e fiabesco, sacro e profano.

Fino ad arrivare al tema di questa edizione, che riporta alla storia del Novecento con la dedica a uno dei maggiori protagonisti del “secolo breve”, vera e propria icona del mondo contemporaneo: Nelson Mandela. Dopo aver affrontato nel 2014 lo scoppio della Grande Guerra (“1914: L’anno che ha cambiato il mondo”) e nel 2015 il tributo a Dante Alighieri nel 750° anniversario della sua nascita (“L’amor che muove il sole e le altre stelle”), nel 2016 il filo rosso esalta l’impegno per la difesa dei diritti civili e le voci in grado di interpretare le passioni e le spinte innovative dei grandi movimenti popolari che hanno contribuito a cambiare il mondo.

Dal 1997, anno del primo storico concerto a Sarajevo, i passi di Ravenna Festival si intrecciano a quelli de “Le Vie dell’Amicizia”, pellegrinaggi laici che toccano città ferite, riallacciano antichi legami con luoghi che hanno fatto la storia, costruiscono “ponti di fratellanza”. A guidare questi viaggi, ambasciatore di cultura nel mondo, è da sempre Riccardo Muti con orchestre e cori che, nello spirito di fratellanza che anima il progetto e a testimonianza dell’universalità del linguaggio musicale, in ogni occasione accolgono tra le proprie fila musicisti della città meta del viaggio. Indimenticabili gli appuntamenti in luoghi simbolo come Beirut, Gerusalemme, Mosca, Erevan e Istanbul, New York, Il Cairo, Damasco, Nairobi, Mirandola, Redipuglia, Otranto, fino ad approdare a Tokyo nel 2016.

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